In vino Veritas

"Qui bene bibit et bene comedit, bene dormit, qui bene dormit, non peccat, qui non peccat vadit in paradisum"

In vino veritas: spiegazione, origini, diffusione presso altri popoli

Un po' di erudizione simpatica

La saggezza dei popoli antichi

Tutti conosciamo il celebre detto In vino Veritas: nel vino la verità. Facile da capire, soprattutto se ne abbiamo fatto esperienza. L'espressione latina si trova nell'opera dell'emerito Plinio il Vecchio, ma la più antica attestazione è greca (e sembra un dialetto sardo) En oino aletheia, attribuita al poeta Alceo. La massima è diffusa presso tutti i popoli antichi. Addirittura i Germani (quelli che abitavano la Germania al tempo dei Romani), secondo Tacito, erano soliti bere prima di riunirsi in consiglio, credendo di poter essere più franchi sotto l'effetto dell'alcol. Ancora più simpatici i Persiani: secondo Erodoto, furono gli autori di una legge secondo la quale se una decisione era stata approvata in un momento di ubriacatura, secondo la legge doveva essere discussa una seconda volta da sobri (il che è pienamente comprensibile). Altri storici successivi a Erodoto aggiungono che un'altra legge prescriveva il contrario: alla discussione da sobri doveva seguire la rivisitazione da ubriachi. Fair enough. Personalmente preferisco prendere decisioni un po' imbibito.

 

Un detto che non ha frontiere nazionali!

La massima In vino veritas è declinata in varie versioni nelle lingue più differenti. Una carina carina è in russo (pura casualità), "L'uomo sobrio lo ha in testa, l'ubriaco sulla lingua". Molto poetica la versione inglese (e la lascio cosi perché voglio farvi esercitare): "He speaks in his drink what he thought in his drought". Addirittura il Talmud, testo sacro degli ebrei, recita: "Entra il vino, esce il segreto" e ancora "l'uomo si rivela in tre cose: nel bicchiere, nel portafogli e nella rabbia". Anche la donna si rivela in queste tre cose (forse meno nel portafogli). Insomma, tutto è piuttosto chiaro adesso. Bere aiuta ad essere sinceri e puri di cuore! 

 

Blog enogastronomico: ricette e abbinamenti cibo-vino

Qualche precisazione + About me

Blog Politically Corrections

E' doveroso scrivere che, ovviamente, l'alcol va consumato con moderazione. E, visto che siamo, che dopo aver bevuto non bisogna mettersi alla guida. Tuttavia mi permetto di elogiare la bevanda al pari dei latini, In vino Veritas e tanta, tanta Voluptatem. Soprattutto se accompagnato da un piatto che ne esalta, per similarità o per contrasto, i sapori. A volte dunque mi capita, lo confesso, di scivolare in uno stato di leggera ebbrezza. Ma il galateo da blog dice di non promuovere questo dolce effetto collaterale, e quindi io scrivo: non bevete troppo.  

 

A proposito di me 

Sono un bevitore attento e soprattutto accorto all'abbinamento enogastronomico. Mi cimento con piacere ai fornelli, a volte combino pasticci, altre volte vere prelibatezze. Sono appassionato e incuriosito da tutto quello che riguarda il mondo del vino. Nel mio blog troverete anzitutto gli abbinamenti cibo-vino da me personalmente sperimentati e approvati (e vi invito a contattarmi per suggerirmene degli altri, se vi va), proprio quelli che mi hanno lasciato talmente estasiato che alla fine del pasto avevo tutte le verità sulla lingua. Mi piace poi raccogliere e condividere le curiosità, gli aneddoti, i particolari sul vino e sul cibo, quelli che quando leggi dici: "aaaaah, ma davvero è cosi! Non lo sapevo!" Infine, il BignaVino assicura ai meno portati per le discipline letterarie le conoscenze di base per poter apprezzare pienamente i piaceri enogastronomici che la vita ci ha riservato. (Postilla per i più giovani: il Bignami era uno strumento preziosissimo alla mia epoca. Un libricino dove trovare temi svolti, letteratura e storia super riassunti, formule matematiche e tutto l'occorrente per riuscire l'esame di maturità. Meglio di Wikipedia!)

 

 

Altre citazioni

 

Riguardo i potenti effetti dell'alcol Orazio aggiunge che i re "torturano con il vino colui che essi non sanno se sia degno di amicizia", evidenziando la maniera subdola con cui il vino era utilizzato. Una massima molto carina e in cui mi ritrovo tantissimo è quella che si trova nel cappello di questo blog, attribuita a un non meglio identificato filosofo tedesco: Qui bene bibit et bene comedit, bene dormit, qui bene dormit, non peccat, qui non peccat vadit in paradisum (comedit = mangia). Un latino non proprio classico, ma che esprime con un simpatico paralogismo LA MIA FILOSOFIA DI VITA.